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Metamedicina: come previene e guarisce le malattie?

Il termine metamedicina è formato dal prefisso greco meta, che significa al di là, e dal sostantivo medicina, che significa l’insieme dei mezzi messi in atto per prevenire, guarire e alleviare le malattie. La metamedicina va al di là della semplice cancellazione del dolore o della scomparsa dei sintomi, incentrandosi sulla ricerca del fattore responsabile dei disturbi.

La Metamedicina rappresenta un ponte tra il corpo e lo spirito.
Spesso i nostri comportamenti, le emozioni, le reazioni agli eventi della vita… persino i nostri sintomi fisici possono essere legati ai filtri con cui guardiamo il mondo e ci relazioniamo ad esso. I nostri malesseri possono essere messaggi che il corpo ci invia per risvegliare la nostra coscienza.
La Metamedicina ci insegna a comprendere il linguaggio della nostra parte più profonda, per permettere a gioia, leggerezza ed abbondanza di entrare finalmente nelle nostre vite.

In metamedicina, il dolore, il malessere o l’affezione sono considerati segni precursori dell’incrinarsi dell’armonia in una parte dell’organismo, e far scomparire questi segnali senza ricercare l’informazione di cui sono forieri sarebbe come disinserire l’allarme antifumo dopo che ha rilevato un focolaio d’incendio. Ignorando l’allarme, rischiamo di trovarci nel bel mezzo delle fiamme, ed è precisamente quanto fanno coloro che inghiottono una medicina senza cercare di capire quale sia l’origine del segnale. Questo non implica automaticamente che sia necessario rifiutare una medicina che potrebbe darci sollievo: significa invece non limitarsi a voler cancellare il dolore o a voler far scomparire i sintomi, ma voler eliminare anche ciò che ha potuto originarli.

La metamedicina aiuta a ricostruire la storia di un disturbo, di una malattia o di un mal-essere profondo risalendo per quanto possibile alla comparsa dei primi sintomi; a questo scopo si usano le chiavi che orientano il “colloquio pertinente”, necessario per scoprire la o le cause del male. Quale “colloquio pertinente” avrebbe potuto mettere in atto la guaritrice se fosse stata al corrente della metamedicina? Servendosi della simbologia del corpo e delle sue manifestazioni, avrebbe saputo che, giacché il disturbo mi colpiva gli occhi, la causa aveva a che fare con qualcosa che vedevo; inoltre avevo continue infezioni e spesso le infezioni sono collegate alla collera che fermenta dentro di noi; di conseguenza mi avrebbe chiesto se c’era qualcosa che vedevo e che mi mandava in collera.

Era proprio questo il mio caso: verso l’età di undici anni, assistevo continuamente a scene di violenza in famiglia, e quando vedevo mia sorella con il sangue al naso per ore perché era stata picchiata, provavo una collera furibonda nei confronti di mio fratello che esprimeva la propria sofferenza attraverso la violenza. E tuttavia avevo troppa paura di lui per osare dire anche solo una parola: la collera nel vedere quelle scene si manifestava dunque attraverso gli orzaioli, e la mia impotenza nell’esprimerla si traduceva in tonsilliti, faringiti, laringiti.

Non appena quel fratello si allontanò dalla famiglia, quando avevo quindici anni, tutto cessò. In un primo tempo, la guaritrice avrebbe potuto dunque farmi prendere coscienza di questa collera che ribolliva in me e, in una seconda fase, avrebbe potuto aiutarmi a liberarmene facendomi capire quale fosse la ragione del comportamento aggressivo di mio fratello: non era forse stato picchiato anche lui? Non portava forse in sé una grande sofferenza, che esprimeva attraverso la violenza perché si sentiva incapace di liberare le lacrime? In tal modo, invece di giudicare mio fratello, avrei potuto comprenderlo… Chissà?! Se si fosse sentito compreso e amato, forse questo l’avrebbe aiutato, e avrebbe aiutato anche noi…

Non bisogna neppur credere che la guarigione si presenti non appena si conosce la causa; in alcuni casi la guarigione è effettivamente rapidissima, ma in altri è il risultato di un processo di trasformazione graduale.

di Claudia Rainville
Association des Intervenants en Métamédecine
Ma in pratica di cosa si tratta?
La Metamedicina è un approccio fondato nel 1987 da Claudia Rainville, una donna straordinaria che ha saputo trasformare il dolore che ha accompagnato parte della sua vita in insegnamento e rinascita per se stessa e per gli altri. Il suo libro più famoso nel mondo è “Metamedicina 2.0 – ogni sintomo è un messaggio”
Metamedicina va oltre la semplice eliminazione dei sintomi di una patologia per andare a scavare in profondità, alla ricerca delle cause emozionali che ci hanno predisposto a quel determinato disturbo.
Ma il termine meta in sanscrito significa anche “amore e compassione” e questo mi sorprende molto perché per me la Metamedicina è in effetti un approccio amorevole alla guarigione.
Molto spesso quando si viene colpiti da una malattia una reazione comune è pensare “perché proprio a me?” oppure “cosa ho fatto di male?”. E’ frequente sentir dire “sto lottando contro il cancro”. La malattia viene associata ad una punizione e a qualcosa da sconfiggere.La Metamedicina ci pone una questione: è possibile che quella malattia o quel sintomo ci stiano portando un messaggio per spingerci ad indagare su aspetti della nostra vita che ci limitano e scaturiscono da una ferita profonda?
In questa ottica il nostro corpo ci parla per il nostro bene, dobbiamo solo imparare ad ascoltarlo. Questo non significa non intervenire sulla sintomatologia. La medicina allopatica in molti casi è utile e fondamentale come ad esempio nel caso della medicina d’urgenza. Ma non è sufficiente eliminare i sintomi per raggiungere la piena guarigione.
Comprendendo il senso biologico che ci ha portati alla manifestazione di un determinato disturbo possiamo evitare che questo, una volta guarito, possa ripresentarsi eventualmente in un’altra parte del corpo.
Se nella nostra vita ci sono schemi che si ripetono, situazioni che continuano a ripresentarsi alla nostra porta e ci causano malessere fisico ed emotivo, può essere che dobbiamo iniziare a capire qual’è il messaggio da integrare per smettere di soffrire.
Possiamo iniziare a liberarci della sofferenza nel momento in cui riusciremo ad apprendere gli insegnamenti lungo il cammino, con consapevolezza e saggezza.
Un’altra fondamentale presa di coscienza, grazie alla Metamedicina è il fatto di essere sempre responsabili per ciò che ci accade nella nostra vita. Non siamo esseri in balia degli eventi, ciò che ci accade non è frutto del caso.
Abbiamo l’enorme potere e responsabilità di trasformare le nostre esistenze, creando la realtà che ci circonda. Questo meccanismo funziona sia che ne siamo coscienti sia che non lo siamo. Se non ne siamo consapevoli, quando ci accadrà qualcosa di brutto daremo colpa agli altri o alla vita, viceversa quando ci accadrà qualcosa di bello penseremo sia frutto della fortuna o sia un premio per esserci “comportati bene”.

In realtà ogni nostro singolo pensiero è in grado di condizionare la nostra vita. E’ fondamentale controllare ciò che pensiamo e sintonizzarci sulla giusta frequenza. Quanto più i nostri pensieri saranno amorevoli, luminosi e positivi, tanto più questo è quello che manifesteremo nella nostra quotidianità.

E’ fondamentale avere fiducia totale nella vita, accettando che tutte le esperienze che abbiamo vissuto sono accadute, e continueranno ad accadere, sempre per il nostro massimo bene. Non siamo venuti al mondo per soffrire ma per essere felici e godere dell’abbondanza dell’esistenza a piene mani.